Le pratiche di restauro si fondano su una filosofia educativa che pone le relazioni al centro dell’apprendimento, della crescita personale e del benessere dell’intero contesto universitario. Queste pratiche, proattive e orientate alla costruzione di una comunità solida, promuovono competenze relazionali ed emotive, gestione pacifica dei conflitti e comunicazione non violenta. Attraverso tecniche come la mediazione tra pari, i circle time e le restorative conferences, quest’approccio non solo cerca di riparare dai danni causati da conflitti, ma rafforza anche le relazioni e sviluppa competenze come empatia, assertività e autoefficacia, migliorando il rispetto e il benessere complessivo tra gli studenti.
Esempi:
- Plagio e approccio riparativo: invece di applicare subito una sanzione, il docente avvia un colloquio per comprendere le motivazioni, far riflettere lo studente sull’impatto dell’errore e proporre una soluzione riparativa, come riscrivere l’elaborato e frequentare un workshop sulla citazione.
- Cerchio di emozioni e gestione dei conflitti: in un’attività di gruppo gli studenti condividono esperienze in un circle time, analizzano le cause di un conflitto simulato e sperimentano tecniche di mediazione e ascolto attivo, riflettendo poi sull’utilità delle competenze acquisite in ambito accademico e professionale.

