Ogni individuo possiede aree di forza cognitive e percettive che devono orientare la progettazione didattica. La motivazione ad apprendere nasce infatti dal percepirsi competenti e in grado di affrontare con successo un compito. In questa prospettiva è utile proporre una molteplicità di entry points, ossia canali di accesso diversificati al nuovo argomento (narrativi, numerici, logici, esistenziali, estetici, esperienziali, sociali), e exit points, ovvero modalità di verifica personalizzate che consentano a ciascuno di esprimere le proprie competenze in coerenza con i propri punti di forza. Tuttavia, la differenziazione dei percorsi cognitivi non basta a garantire equità: occorre adottare strategie inclusive e multisensoriali. Strumenti come testi, immagini, grafici, video e suoni, pur essendo risorse didattiche efficaci, non risultano sempre accessibili. È dunque necessario prevedere alternative equivalenti (ad esempio, descrizioni testuali o vocali, modelli tattili, sottotitoli e formati compatibili con screen reader) affinché ogni contenuto possa essere realmente fruibile da tutti.
Esempi:
- Workshop di co-progettazione con gli studenti: all’inizio del semestre il docente raccoglie bisogni e preferenze degli studenti riguardo a materiali, modalità di studio e comunicazione, utilizzando le informazioni emerse per adattare il corso.
- Diversificazione delle modalità di verifica: agli studenti è offerta la possibilità di scegliere tra diverse forme di prova finale (saggio, presentazione, podcast, mappa concettuale, elaborato multimediale o simulazione), tutte valutate con criteri di qualità equivalenti.
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