La rappresentazione plurale e autentica di identità, storie e visioni del mondo nei contesti universitari favorisce senso di appartenenza, riconoscimento simbolico e legittimazione culturale degli studenti; al contrario, la loro omissione alimenta percezioni di esclusione e gerarchie culturali, con effetti negativi su motivazione e identità. Le aule universitarie sono attraversate da molteplici soggettività (genere, etnia, disabilità, orientamento sessuale, condizione socioeconomica e culturale) che si collocano entro sistemi di potere e marginalità. Gli standard percepiti come neutri o universali riflettono in realtà costrutti storici che riproducono disuguaglianze. Ne consegue che l’azione didattica non può dirsi neutra, ma deve assumere una postura critica verso stereotipi e pregiudizi, adottando linguaggi rispettosi e analizzando i discorsi impliciti nei materiali. Le scelte didattiche, nei contenuti e nei riferimenti epistemologici, hanno infatti un potere performativo nella costruzione dei significati e delle posizioni sociali degli studenti.
Esempi:
- Revisione dei materiali didattici in ottica di genere: il docente redige slide e documenti con linguaggio inclusivo, evitando il maschile sovraesteso e adottando formule rispettose delle differenze.
- Selezione consapevole delle fonti: nei materiali di studio vengono incluse voci di autori e autrici appartenenti a una pluralità di identità sociali e culturali, così da garantire rappresentazioni più ampie e diversificate.
Risorse



