Nel contesto accademico, i pregiudizi di natura individuale e sistemica spesso determinano una gerarchizzazione delle modalità comunicative, attribuendo maggiore valore a forme espressive ritenute più rigorose, come la scrittura, a discapito di altre storicamente marginalizzate. Un esempio emblematico è rappresentato dalla narrazione, forma centrale di trasmissione del sapere nelle culture indigene, frequentemente ignorata nelle pratiche educative formali. Analogamente, la lingua dei segni è spesso subordinata all’uso dei sottotitoli. Riconoscere e legittimare una pluralità di modalità comunicative è pertanto essenziale per promuovere ambienti di apprendimento realmente inclusivi, in grado di valorizzare le diverse forme di costruzione e condivisione della conoscenza.
Esempi:
- Analisi dei pregiudizi nei media: in progetti di gruppo, gli studenti esaminano come testi, immagini e video possano veicolare pregiudizi culturali e sociali, sviluppando una riflessione critica sulle rappresentazioni.
- Analisi critica delle modalità comunicative: attraverso attività laboratoriali, gli studenti indagano come i pregiudizi culturali o sociali influenzino la scelta delle forme di comunicazione in ambito accademico, evidenziando quelle privilegiate e quelle che rischiano di marginalizzare alcuni partecipanti.
Risorse



